Buongiorno fanciulle,
un’altra trilogia si conclude. Con In The Line
Of Duty salutiamo la Redemption Series di Mya Mckenzie, nonché il suo
fascinoso protagonista, Jack Wade. Confesso che questa recensione mi mette a
dura prova. Ci sarebbero molte cose da dire, ma, in realtà, ben poco posso
rivelare. Pertanto, mi arrabatterò per cercare di trasmettervi tutte le
sensazioni positive che questo libro mi ha lasciato. Dopo una notte insonne,
credo di poter affermare che, da un certo punto in avanti, è impossibile abbandonare la lettura, tanta è l’adrenalina che abbiamo in circolo
e altrettanta la curiosità di leggere un epilogo che appare tutt’altro che
scontato.
Ritroviamo il nostro amato Jack Wade. Come avevo già avuto modo di
osservare nella recensione di Rise Of The Damned, Jack è un personaggio che è cresciuto
incredibilmente rispetto alla sua prima apparizione. Il modo in cui Mya
Mckenzie ce lo presenta nel primo libro della serie non ce lo fa amare
particolarmente. Almeno, per me è stato così. L’evoluzione che lo ha
contraddistinto rappresenta, però, uno sviluppo impressionante. Da antipatico,
immaturo, poco consapevole, quasi anaffettivo, il Jack di oggi è un uomo a
tutto tondo.





