
Ci sono alcuni
romanzi che hanno un fascino indescrivibile e, senza rendertene conto, ti
ritrovi coinvolto in un vortice di emozioni sempre più intense e tangibili. Pagina
dopo pagina ti accorgi di essere profondamente
immerso nella lettura, quasi ipnotizzato dalle frasi che ti scorrono
davanti agli occhi, al contempo magnetiche e stimolanti. Per qualche strana
ragione, che non riesci a spiegare, non puoi fare a meno di distogliere lo
sguardo, neanche per un secondo. Non bastano le parole di una recensione per
descrivere i brividi e le forti emozioni che hai provato. Purtroppo è anche molto frequente il caso opposto. Spesso mi capita di
imbattermi in libri che, al contrario, si rivelano una completa delusione.
Anche in questa occasione, gli aspetti negativi possono comunque fungere da stimolo
per formulare una critica costruttiva. Nel bene o nel male hai sempre qualcosa
da dire. La difficoltà nasce quando sei nel mezzo. “Piacere estremo” è un romanzo che non saprei dire se mi sia piaciuto oppure no; l’ho trovato poco incisivo. Prima di addentrarmi nella storia ci tengo a sottolineare che, come ho già evidenziato nell’anteprima, il titolo italiano è del tutto fuorviante; non si tratta assolutamente di un erotic romance ma di un romanzo contemporaneo.