Carissime lettrici,
torno a parlarvi di
Jescie Hall per raccontarvi del suo ultimo romanzo, un
libro dalle tinte decisamente più dark rispetto ad Hawke (link per la recensione). L’argomento è l’amore
tossico tra due giovani profondamente spezzati, le cui vite si sono incrociate
parecchi anni prima rispetto al presente in cui è narrata la storia. La loro
relazione ha avuto inizio nel dark web, un luogo dove tutto è concesso, anche portare
alla luce le più oscure fantasie. Il web viene rappresentato come a una sorta
di iceberg, costituito da una parte visibile e una zona sommersa oscura, impenetrabile, inaccessibile, piena di insidie.
In quella parte che non affiora può succedere qualunque
cosa. È come una ragnatela che si espande all’infinito e si ramifica sempre
di più, dove si trova di tutto ed è difficile discernere i pericoli che vi sono
in agguato. Ed è in quella realtà parallela che VenomX ha rubato il cuore,
prima, lo ha calpestato, dopo, all’antieroe protagonista maschile, privandolo
dell’ultimo briciolo di umanità che possedeva. Senza più nulla da perdere, lui è
riemerso dall’oscurità come un crudele demone vendicatore inarrestabile e
micidiale con un unico fine: la vendetta.
Shane Delacroix è un uomo che ha
perso tutto: il suo amore, la voglia di vivere, la sua sanità mentale. Definirlo
unhinged pertanto sarebbe alquanto riduttivo. L’unico scopo nella vita è di
vendicarsi con colei che si è presa gioco di lui. Rispetto al precedente
romanzo dell’autrice, questo libro è a un livello decisamente più oscuro e
contiene i tipici triggers del genere: situazioni non-con e dub-con, dipendenze,
abusi, violenza e molto altro. Shane è un antieroe particolarmente dark, con cicatrici
che solcano non solo il suo corpo ma anche il suo cuore. Dopo un’infanzia
difficile, a causa di un padre abusivo, VenomX è l’unico spiraglio di luce in
mezzo alle tenebre. Quando anche quella luce si spegne lui si sente perduto,
abbandonato e profondamente tradito. In questo libro l’oscurità permea ogni
pagina e avvolge ogni riga. Più ci si addentra più ci si avvicina al regno
delle tenebre. Scrivere questa recensione senza spoilerare si è rivelata
un’impresa più difficile di quanto pensassi ed è la ragione per cui ho cercato
di rimanere vaga, pur avendo desiderato addentrarmi ulteriormente nella storia
e analizzare la psiche dei personaggi. Il dark web diventa il luogo ideale di
situazioni misteriose e di verità inconfessabili. Il modo in cui viene
descritto il contesto ha come fine suscitare inquietudine e mettere i brividi.
L’intenzione dell’autrice all’inizio è di lasciare che la storia rimanga avvolta
in un alone di mistero, così da indurre chi legge a fare mille supposizioni sull’identità
misteriosa dei personaggi celati dai nickname. Mi sono scervellata per capire
quale fosse il collegamento con la scena di apertura, che pare non avere un
nesso con quello che succede in seguito, ma non è così. L’esecuzione, tuttavia,
non è delle migliori e finisce per confondere il lettore. In diversi passaggi si fatica a seguire il filo conduttore della narrazione e si prova un senso di disorientamento che ho dubitato di riuscire ad
arrivare alla fine. Anche i dialoghi in alcuni tratti risultano contorti, per
la difficoltà di distinguere chi si rivolge a chi. Dalla metà in poi, fortunatamente, la narrazione riacquista fluidità e i punti oscuri diventano comprensibili.
Baci, Greta
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carino |
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