18 gennaio 2026

God of wrath di Rina Kent {English book} Recensione



Bentornate nel Rinaverse,
un universo in cui amo rifugiarmi ogni volta che cerco storie ricche di tensione, con la certezza assoluta di approdare al più dolce dei lieto fine. Se cercate emozioni forti e angst allo stato puro, questo è il posto giusto. Con «God of Wrath» la serie Legacy of Gods giunge al suo terzo volume, evidenziando un netto miglioramento rispetto alle premesse poco convincenti del capitolo d'esordio, «God of Malice». La serie prosegue esplorando le relazioni degli eredi nati dai personaggi più iconici di Rina, intrecciando nuovamente i destini delle famiglie che l’hanno resa famosa: i Volkov e i Knight. 

Protagonista maschile di questo nuovo capitolo è Jeremy Volkov, carismatico principe della mafia russa newyorkese. Erede designato di un impero costruito sul sangue, Jeremy si muove tra le ombre della metropoli con la spietatezza di un predatore e un magnetismo che non lascia scampo. È l'incarnazione del fascino proibito: un'oscurità letale pronta a dominare il cuore di chiunque osi sfidare il suo sguardo. La protagonista femminile invece è Cecily Knight, unica figlia di Xander, uno dei personaggi più amati della Royal Elite. 

Contro ogni previsione, da quella che sembrava una coppia improbabile sotto tanti punti di vista, nascerà un’intesa perfetta, che ha superato ogni aspettativa. Attendevo la storia di Jeremy fin dal momento in cui l’autrice ne ha annunciato l’uscita. Il romanzo, indissolubilmente legato ai primi due volumi, si apre con l'inquietante scena della caccia nel maniero degli Haethens, in un'ambientazione dalle atmosfere gotiche e particolarmente macabre che vi faranno tenere il fiato sospeso. In questo scenario, Jeremy emerge dalle tenebre come una maschera retroilluminata di arancione in stile The Purge, simile a un demone scaturito dagli abissi infernali. Varcare la soglia del suo inquietante maniero, infatti, significa entrare in un incubo e sottoscrivere la propria condanna. Tra le mura della tenuta si consuma un gioco macabro: una caccia all'uomo senza pietà, dove la libertà coincide con il confine della proprietà e ogni passo falso può essere l’ultimo. È un inseguimento brutale in cui la posta in gioco è l'anima stessa di chi partecipa. Chi fallisce e viene braccato, vede svanire per sempre l’ambizione di essere ammesso nella società segreta. Per Cecily il fallimento non è un'opzione. 


Lei confida nel suo superpotere: quella naturale capacità di rimanere invisibile che, per anni, le ha permesso di farla franca. Spera che il dono sia sufficiente, ancora una volta, a farla uscire indenne dal caos. Ma l'errore di valutazione del suo avversario le sarà fatale. Il leader degli Haethens non è un comune mortale, ma un predatore spietato e letale con un solo obiettivo in mente: catturare la sua preda e distruggerla. Il piano di Cecily verrà infatti sventato da Jeremy, un uomo che la reputazione di essere il più letale del gruppo e in cui Cecily sperava di non entrare nel radar, non nutrendo per lui una particolare simpatia. Cecily a mio avviso si accorge troppo tardi di essere caduta nella trappola del fascinoso demonio. Una volta finita nel mirino di un uomo letale come Jeremy, non esiste angolo della terra abbastanza lontano o sicuro per proteggerti: la sua attenzione è una condanna senza via d'uscita. Che dire di Jeremy… È facile comprendere perché questo personaggio sia diventato l’ossessione di tante lettrici: Jeremy incarna perfettamente il fascino oscuro del dark arti-eroe. Non è certo diventato il leader degli Heathens con la gentilezza. Sotto una facciata di indiscutibile bellezza, si nasconde un’anima tormentata e letale, quasi fosse un’entità demoniaca emersa dall’inferno per reclamare il suo dominio. La sua avvenenza è solo un paravento ingannevole, una maschera che cela una natura spietata e diabolica, capace di ammaliare e distruggere allo stesso tempo. Come il resto del fidati amici, possiede un’estetica dark che esercita un magnetismo pericoloso sul lettore. Ho sempre avuto un debole per i personaggi tormentati, e lui ne è l'incarnazione perfetta. 

Jeremy non è solo un uomo; è la materializzazione di ogni fantasia proibita, e forse di qualcosa di ancora più profondo. Una delle scene che ho amato maggiormente e ci fa comprendere appieno la sua natura unhinged è senza dubbio quella della roulette russa, dove Jeremy trascina Cecily sull'orlo del baratro, spingendola oltre ogni limite. Jeremy agisce fuori da ogni schema morale, essendo un individuo sociopatico e implacabile, capace di sbarazzarsi di qualsiasi ostacolo senza la minima esitazione. In lui non c'è spazio per il pentimento, solo per una volontà di ferro e un'oscurità dominante. In un mondo dove abbassare la guardia può essere fatale, ha imparato a non concedere la propria fiducia a nessuno. La fiducia è il solo grimaldello capace di scardinare le sue difese. Solo quando Cecily avrà compreso come abbattere quella corazza, potrà sciogliere il ghiaccio che imprigiona il cuore del tenebroso adone e reclamare l'uomo che si nasconde dietro alla fredda indifferenza. Vi avverto, se vi aspettate una serie dalle tinte molto dark rimarrete certamente deluse. L'ambientazione si tinge di un’oscurità che non è mai assoluta, con quei tipici scenari gotici che esercitano su di me un fascino magnetico. 

Baci, Greta
molto bello


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