Ciao care, buon pomeriggio!
Oggi vi parlo del secondo volume della serie Queenmakers, uno degli
ultimi dark mafia romance di Nicole Blanchard, una storia che affonda le sue
radici in uno dei trope più amati e dibattuti del genere: il matrimonio
forzato. Parto subito con una premessa sincera e senza filtri: pur rivelandosi
una lettura ricca di spunti interessanti e dinamiche intriganti, questo romanzo
non è riuscito a eguagliare l'intensità e la carica emotiva del prequel, LittleDeath. Al centro della scena ritroviamo Aiden O’Connor, letale sicario al soldo
della malavita irlandese, e Catriona Gallagher, figlia maggiore di un influente
senatore degli Stati Uniti.
Sulla carta non potrebbero appartenere a universi
più distanti e incompatibili; eppure, fin dal loro primo incontro
a casa di Aiden, appare evidente come le loro vite siano destinate a collidere.
Entrambi provano disperatamente a mantenere le distanze, ma il destino ha in
serbo altri piani. Quando il padre di Catriona, per saldare pesanti debiti di
gioco, decide di dare in sposa ad Aiden la figlia minore, Catriona si oppone.
Spinta da un istinto protettivo, decide di sacrificarsi al posto della sorella,
architettando un piano per prendere il suo posto all'altare. Catriona crede di
sapere a cosa sta andando incontro, ma ignora la vera, spietata natura del futuro
marito.
Scordatevi la
classica donzella in pericolo, passiva e rassegnata a interpretare il ruolo
della vittima sacrificale in attesa che un cavaliere dall’armatura scintillante
arrivi a salvarla. Catriona è l'esatto opposto. Nonostante le catene di un
matrimonio forzato e l'ambiente ostile in cui viene catapultata, possiede una
forza interiore e una tempra notevole. Invece di subire passivamente gli eventi
o cedere al panico, osserva, impara e pianifica. È una donna che sa lottare con
le armi dell'intelletto e della determinazione, trasformandosi gradualmente da
pedina in un'avversaria di pari livello per lo stesso Aiden. Catriona è mossa
da una sete bruciante di giustizia, determinata a fare piena luce su una
tragedia familiare liquidata troppo in fretta come un banale
"incidente", e non permetterà a nessuno di mandare all’aria il suo
piano. Sia Catriona che Aiden portano sulla pelle e nell'anima cicatrici
profonde, figlie di traumi passati che erigono barriere quasi insormontabili
alla fiducia reciproca. Proprio per questo, i rari momenti in cui entrambi
decidono di deporre le armi, smettere di pianificare la mossa successiva e
cedere all'altro il controllo rappresentano il vero cuore pulsante del romanzo:
attimi di intensa vulnerabilità che valgono più di mille parole. Veniamo ora
agli aspetti che hanno smorzato il mio entusiasmo, impedendo al romanzo di
brillare del tutto. C'è una contraddizione stridente che mina la credibilità
dell’interesse romantico di Aiden. L'autrice vuole convincerci che il
protagonista sia profondamente attratto da Catriona, tuttavia, quando il padre gli
offre in sposa la sorella minore, lui accetta l'accordo senza battere ciglio e
senza mostrare alcun dispiacere.



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