3 maggio 2026

Pretty vicious di Lexi Davis {English book} Recensione



Ciao booklovers,
devo ammetterlo: questo libro di Lexi Davis è stato una vera rivelazione. Nonostante le esitazioni iniziali perché non conoscevo l’autrice, è riuscito a catturarmi completamente, rivelandosi una lettura molto più coinvolgente di quanto avessi immaginato. Se, come me, siete affascinate dalle storie che ruotano attorno a società segrete, giochi di potere, antichi rituali e la costante minaccia "obbedisci o muori", allora questa è una lettura che fa per voi. Controllate i triggers prima di iniziare: la discesa nell'oscurità è garantita, ma non è per tutti.



La protagonista, Laurel, è una ragazza comune che cerca di destreggiarsi tra le lezioni al college e un lavoro part time serale come fattorino che consegna pizze a domicilio. In una sera apparentemente come le altre, proprio durante un turno di lavoro, Laurel diventa l'involontaria testimone di un segreto proibito. Una verità che avrebbe dovuto restare sepolta nell'ombra e che, in un istante, segna il punto di non ritorno per la sua esistenza. Da quel momento la sua vita ordinaria si spezza, per trasformarsi in un incubo a occhi aperti da cui sembra impossibile svegliarsi. Laurel diventa proprietà dell’Ordine e si ritrova “legata” indissolubilmente a Carrson, lo spietato leader che governa la setta con il pugno di ferro e il sangue. 

Trascinata in un mondo dove la violenza è l'unica moneta di scambio, la ragazza dimostra fin da subito di non voler soccombere senza combattere. Tuttavia, la convivenza forzata con Carrson inizierà a incrinare le sue difese, rivelando sfumature che non credeva possibili. Laurel è un’eroina che conquista sin dalle prime pagine. Nonostante il baratro in cui è precipitata, non smette mai di lottare, opponendo alla morsa di terrore una resilienza incrollabile. La sua vera forza risiede proprio in una dignità che non conosce cedimenti. Nonostante l'atroce oscurità che la circonda, non permette al male di contaminarla, proteggendo la propria anima con una fermezza tale da rendere la sua integrità un territorio inaccessibile per chiunque provi a spezzarla. Carrson è l’incarnazione perfetta dell’antieroe: una creatura di ghiaccio, plasmata da un’educazione brutale fondata sul controllo. Eppure, sotto quella corazza priva di scrupoli, il lento riaffiorare della sua umanità traccia un percorso magnetico da cui è impossibile distogliere lo sguardo. Tra la sua onestà tagliente e un istinto protettivo inaspettato, emerge il ritratto di un uomo spezzato dagli orrori dell'infanzia, un’anima che meriterebbe quella redenzione che la vita gli ha sempre negato. L’evoluzione del legame tra i protagonisti è gestita magistralmente: un sentimento che sboccia tra le crepe della loro reciproca resistenza. Ho adorato il contrasto tra le sequenze più cariche di adrenalina (la scena della festa è semplicemente indimenticabile) e i frammenti di pura vulnerabilità, come le lezioni di autodifesa che Carrson impartisce a Laurel. 

È in quegli istanti che i due smettono di essere nemici per diventare l'uno l'ancora dell'altra. Tra i personaggi secondari spicca Thomson, l’unico vero amico di Carrson. In un microcosmo dove il tradimento è la norma e ogni alleato può trasformarsi in carnefice, la sua lealtà incrollabile rappresenta l'unico porto sicuro. Sam, invece, è stata una vera sorpresa: inizialmente non mi aveva convinta ma è riuscita a conquistarmi con gradualità. L'ambientazione è intrisa di un'inquietudine magnetica, dominata da quelle vibrazioni gotiche che trasudano mistero da ogni pagina. Tra corridoi angusti e rituali a lume di candela, l'autrice costruisce un mondo dove la bellezza architettonica si scontra con una brutalità ancestrale. È un luogo dove il silenzio pesa come una minaccia e ogni ombra sembra nascondere un segreto inconfessabile.  In un labirinto di tradizioni oscure e ambienti carichi di presagi, il lettore è avvolto in una nebbia di incertezza che rende ogni colpo di scena ancora più impattante. Si percepisce perfettamente il senso di oppressione e la profondità dei traumi inflitti ai protagonisti. Ciò che più mi tormenta, al termine di questa lettura è l’ombra fitta che ancora avvolge la storia. L’autrice ha sapientemente disseminato indizi senza mai svelare troppo, alimentando un mistero che spero venga sviscerato con la stessa intensità nei prossimi capitoli della trilogia. La narrazione procede con un ritmo serrato, quasi febbrile: un crescendo che esplode in un finale al cardiopalma. C’è una sensazione di imminenza, come se tutto ciò che è successo finora sia solo un piccolo assaggio di un disegno molto più vasto e terribile. Restare sospesi su un cliffhanger simile è una vera tortura; a questo punto, il secondo capitolo non è più un desiderio, ma una necessità assoluta. Settembre non è mai sembrato così lontano. Sapevo che aspettare il sequel sarebbe stata dura, ma non immaginavo che questo conto alla rovescia diventasse così logorante.

Baci Greta

molto bello



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