Benvenute in questo nuovo appuntamento, care amiche.
Oggi voglio condividere con voi le mie
impressioni su «Midnight Message» di Avina St. Graves, un’autrice che per me
rappresenta una novità assoluta, ma che è un vero e proprio punto di
riferimento sui book blog americani e una beniamina indiscussa delle fan del
dark romance. A spingermi verso questo libro è stata soprattutto la curiosità:
mi sono lasciata conquistare da una sinossi un po' insolita, che
promette qualcosa di intrigante e originale allo stesso tempo. La
protagonista, Mina Mendoza, è un'autrice di dark romance che si ritrova a fare
i conti con il peggior incubo di ogni scrittore: un blocco creativo profondo e
paralizzante, che dura da mesi ed che è culminato in un doloroso flop
editoriale da cui non si è ancora del tutto ripresa.

Per Mina, tuttavia, la
posta in gioco va ben oltre la semplice ricerca di ispirazione per il prossimo
romance; è una questione di orgoglio e di riscatto personale. Il desiderio di
dimostrare alla sua famiglia scettica, ingombrante e fin troppo protettiva, che
non ha alcun bisogno del loro sostegno economico o della loro approvazione. Mina vuole farcela unicamente con le sue forze
e coronare i propri sogni da sola, costi quel che costi. Una sera, durante il
solito vagabondare notturno sui social, si imbatte in un volto che le toglie il
respiro: Leo Duval, un giocatore professionista di hockey, la copia carbone
perfetta del protagonista maschile del romance che sta scrivendo.
Spinta da un
impulso irrefrenabile, Mina decide di scrivergli un messaggio in privato,
chiedendogli ingenuamente se le farebbe da modello per la cover. Leo non vede quel
messaggio, ma Mina non ha alcuna intenzione di arrendersi. Quella che era nata
come una curiosità innocente si trasforma rapidamente in una vera e propria
ossessione. Perché Mina inizia a infiltrarsi nella vita di Leo e a creare falsi
account social pur di avvicinarsi a lui. Ma Mina non è l’unica ad essere
ossessionata da Leo. Lui ha deciso di giocare al suo stesso gioco,
trasformandosi a sua volta in uno stalker. Tra i due si innesca così un
pericoloso gioco di specchi fatto di taciti consensi e provocazioni estreme,
dove la tensione si fa sempre più sottile e magnetica, tramutandosi in una
partita a scacchi giocata interamente sul filo del desiderio.

Non mi aspettavo
una mossa così azzardata da parte del protagonista che arriva persino a
lasciare appositamente la finestra socchiusa. Quel battente discosto nel buio è
un lasciapassare implicito, un invito sussurrato affinché Mina ceda al richiamo
dell'ignoto e si introduca furtivamente a casa sua. Una volta dentro, avvolta
dal silenzio irreale della notte, Mina si muove come un'ombra leggera, quasi
trattenendo il respiro. L'impulso la guida dritta verso la sua camera: lì, i
cassetti socchiusi diventano una mappa dei segreti dell’uomo. Lui, d’altro
canto, si intrufola silenziosamente nella casa di lei nel cuore della notte,
osservandola mentre dorme in un gioco pericoloso in cui non si sa più chi sia
il predatore e chi la preda. Questo romanzo parte da premesse eccellenti e
vanta un potenziale davvero notevole che, purtroppo, finisce per perdersi
strada facendo.
L'idea di fondo e le dinamiche iniziali catturano subito
l'attenzione del lettore, ma è nello sviluppo della storia che l'ingranaggio si
inceppa: troppi passaggi risultano confusi e poco credibili. La scelta di
ritardare l'incontro dei protagonisti oltre la soglia del 50% del libro
rappresenta un vero e proprio banco di prova per la pazienza del lettore.
Questa lunghissima fase di attesa finisce per appesantire la narrazione.
Venendo a mancare il confronto diretto, la narrazione scivola in una fastidiosa
staticità che nemmeno i frequenti scambi di messaggi notturni riescono a
scalfire. Quando finalmente i personaggi si trovano faccia a faccia, la trama
ha già superato la metà, lasciando il pubblico inevitabilmente più distaccato e
poco coinvolto. La situazione precipita drasticamente in corrispondenza del 65%,
che segna un vero e proprio punto di non ritorno. Nota dolente: quell'avvenimento
improvviso, che mi ha lasciato in uno stato di profondo shock, rappresenta un
autentico momento di follia da parte dell'autrice. Una svolta narrativa inaspettata
che spezza irrimediabilmente l’incantesimo della lettura, lasciando il lettore
interdetto anziché emotivamente coinvolto. Fortunatamente, la trama si riprende
sul finale, che torna a essere avvincente e risolleva in parte le sorti di
un'opera che sembrava ormai avviata verso una deriva inarrestabile, offrendo
una chiusura perlopiù soddisfacente.
Baci, Greta
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carino
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