27 settembre 2026

Midnight message di Avina St. Graves {English book} Recensione


Benvenute in questo nuovo appuntamento, care amiche.
Oggi voglio condividere con voi le mie impressioni su «Midnight Message» di Avina St. Graves, un’autrice che per me rappresenta una novità assoluta, ma che è un vero e proprio punto di riferimento sui book blog americani e una beniamina indiscussa delle fan del dark romance. A spingermi verso questo libro è stata soprattutto la curiosità: mi sono lasciata conquistare da una sinossi un po' insolita, che promette qualcosa di intrigante e originale allo stesso tempo. La protagonista, Mina Mendoza, è un'autrice di dark romance che si ritrova a fare i conti con il peggior incubo di ogni scrittore: un blocco creativo profondo e paralizzante, che dura da mesi ed che è culminato in un doloroso flop editoriale da cui non si è ancora del tutto ripresa. 

Per Mina, tuttavia, la posta in gioco va ben oltre la semplice ricerca di ispirazione per il prossimo romance; è una questione di orgoglio e di riscatto personale. Il desiderio di dimostrare alla sua famiglia scettica, ingombrante e fin troppo protettiva, che non ha alcun bisogno del loro sostegno economico o della loro approvazione.  Mina vuole farcela unicamente con le sue forze e coronare i propri sogni da sola, costi quel che costi. Una sera, durante il solito vagabondare notturno sui social, si imbatte in un volto che le toglie il respiro: Leo Duval, un giocatore professionista di hockey, la copia carbone perfetta del protagonista maschile del romance che sta scrivendo. 

Spinta da un impulso irrefrenabile, Mina decide di scrivergli un messaggio in privato, chiedendogli ingenuamente se le farebbe da modello per la cover. Leo non vede quel messaggio, ma Mina non ha alcuna intenzione di arrendersi. Quella che era nata come una curiosità innocente si trasforma rapidamente in una vera e propria ossessione. Perché Mina inizia a infiltrarsi nella vita di Leo e a creare falsi account social pur di avvicinarsi a lui. Ma Mina non è l’unica ad essere ossessionata da Leo. Lui ha deciso di giocare al suo stesso gioco, trasformandosi a sua volta in uno stalker. Tra i due si innesca così un pericoloso gioco di specchi fatto di taciti consensi e provocazioni estreme, dove la tensione si fa sempre più sottile e magnetica, tramutandosi in una partita a scacchi giocata interamente sul filo del desiderio. 

Non mi aspettavo una mossa così azzardata da parte del protagonista che arriva persino a lasciare appositamente la finestra socchiusa. Quel battente discosto nel buio è un lasciapassare implicito, un invito sussurrato affinché Mina ceda al richiamo dell'ignoto e si introduca furtivamente a casa sua. Una volta dentro, avvolta dal silenzio irreale della notte, Mina si muove come un'ombra leggera, quasi trattenendo il respiro. L'impulso la guida dritta verso la sua camera: lì, i cassetti socchiusi diventano una mappa dei segreti dell’uomo. Lui, d’altro canto, si intrufola silenziosamente nella casa di lei nel cuore della notte, osservandola mentre dorme in un gioco pericoloso in cui non si sa più chi sia il predatore e chi la preda. Questo romanzo parte da premesse eccellenti e vanta un potenziale davvero notevole che, purtroppo, finisce per perdersi strada facendo. 

L'idea di fondo e le dinamiche iniziali catturano subito l'attenzione del lettore, ma è nello sviluppo della storia che l'ingranaggio si inceppa: troppi passaggi risultano confusi e poco credibili. La scelta di ritardare l'incontro dei protagonisti oltre la soglia del 50% del libro rappresenta un vero e proprio banco di prova per la pazienza del lettore. Questa lunghissima fase di attesa finisce per appesantire la narrazione. Venendo a mancare il confronto diretto, la narrazione scivola in una fastidiosa staticità che nemmeno i frequenti scambi di messaggi notturni riescono a scalfire. Quando finalmente i personaggi si trovano faccia a faccia, la trama ha già superato la metà, lasciando il pubblico inevitabilmente più distaccato e poco coinvolto. La situazione precipita drasticamente in corrispondenza del 65%, che segna un vero e proprio punto di non ritorno. Nota dolente: quell'avvenimento improvviso, che mi ha lasciato in uno stato di profondo shock, rappresenta un autentico momento di follia da parte dell'autrice. Una svolta narrativa inaspettata che spezza irrimediabilmente l’incantesimo della lettura, lasciando il lettore interdetto anziché emotivamente coinvolto. Fortunatamente, la trama si riprende sul finale, che torna a essere avvincente e risolleva in parte le sorti di un'opera che sembrava ormai avviata verso una deriva inarrestabile, offrendo una chiusura perlopiù soddisfacente.

Baci, Greta

carino



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