31 agosto 2026

The devil we crave di Jagger Cole {English book} Recensione



Buongiorno, readers!
Con The Devil We Crave Jagger Cole inaugura la serie Dark Descendants, catapultandoci nei corridoi della prestigiosa Knightsblood University, l’esclusiva e pericolosa roccaforte degli eredi dei "mafia prince" più potenti del pianeta. Chi ha amato i romanzi precedenti dell'autrice, come la celebre serie Bratva Heirs, troverà qui un'atmosfera per molti versi familiare, ma con un retrogusto differente. Io stessa mi sono addentrata in questa nuova lettura con la certezza di non restare delusa; eppure, arrivata all'ultima pagina, la sensazione prevalente è stata un misto di sollievo ("ce l'ho fatta!") e di stanchezza ("che fatica!"). 

Cosa è successo alla penna che in passato sapeva stregarmi fin dalla prima pagina? Il problema principale del romanzo risiede nella sua prima metà. Le prime centinaia di pagine si perdono in un complesso "tour guidato" tra parenti, fratelli, cugini e legami di sangue intricatissimi. Questi inserimenti sembrano pensati unicamente per fare da ponte con i volumi precedenti e impostare i libri futuri della serie, anziché nutrire la storia presente. Ogni volta che l'attrazione tra i protagonisti comincia a carburare, la scena viene bruscamente interrotta per fare spazio all'ennesimo personaggio secondario. 

Questo tira e molla genera inevitabilmente smarrimento nel lettore, penalizzando drasticamente la connessione emotiva con la coppia principale. All'inizio ho cercato stoicamente di incasellare ogni nome e albero genealogico, tentando di tenere le fila di quel groviglio di relazioni. Poi, a un certo punto, il mio cervello è andato in tilt: la mente si è rifiutata di elaborare ulteriori dati e mi sono dovuta arrendere, concentrandomi unicamente sul presente. Ho dovuto lottare contro il desiderio di saltare alcune pagine, sopraffatta da quel groviglio inestricabile di relazioni che sembrava non volermi lasciare scampo. Per fortuna, la situazione cambia radicalmente quando il romanzo decide finalmente di focalizzarsi su Achilles e Yelena. È allora che la storia decolla. 

Ma partiamo dal protagonista, Achilles Drakos. Capitano della squadra di football, erede intoccabile dell'élite e idolo di tutti, Achilles indossa la sua popolarità come una maschera impeccabile. Ma dietro quel fascino magnetico pulsa un'oscurità letale che non vede l'ora di emergere, e seguirne l'evoluzione crea pura dipendenza.  Sotto la superficie patinata del classico "ragazzo d'oro" si cela un predatore mascherato che non vede l’ora di sbranare la sua preda. Achilles è abituato a dominare ogni situazione con fredda lucidità. Quando Yelena entra nella sua orbita, quella sicurezza comincia a sgretolarsi. Il suo tentativo iniziale di manipolarla o dominarla si scontra con una resistenza inattesa, trasformandosi rapidamente in un'ossessione totalizzante. Yelena è l'eroina perfetta per chi ama protagoniste con la spina dorsale. Quella che all'apparenza può sembrare la tipica "brava ragazza" nasconde in realtà una tempesta interiore. Intelligente, resiliente e molto più forte di quanto il mondo creda, Yelena non indietreggia di fronte all'intensità opprimente di Achilles. Anzi, la sua forza sprigiona un fuoco pari al suo, regalandoci la dinamica perfetta di una donna che non si limita a subire il diavolo, ma impara a desiderarlo con la stessa intensità. In conclusione Il diavolo che noi desideriamo è un romanzo che nella prima parte mette a dura prova la pazienza del lettore, ma che ripaga ampiamente chi riesce a superare lo scoglio iniziale per perdersi nel fuoco della chimica tra i due protagonisti. Lo consiglio a chi ama i trope dark accademia, enemies-to-lovers con eredi della mafia e dinamiche di coppia ad alta tensione. Il mio giudizio finale si attesta su 4 cuoricini, un traguardo meritato, conquistato soprattutto grazie a una seconda parte in cui l'autrice ha saputo brillantemente riscattarsi.

Baci, Greta

bello




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