
Care lettrici,
la serie Gods of Harthley Hall continua. In questo nuovo volume autoconclusivo Becca Steele ci riporta
tra i corridoi dell’accademia per svelare i segreti di un altro delle tre
giovani promesse della squadra di lacrosse. Nuovi passioni travolgenti e sfide
sul campo regaleranno ai lettori un mix perfetto di sport romance e tensione
narrativa. Dopo Knox, i riflettori si spostano su Roman, pronto a tutto pur di
vincere dentro e fuori dal campo. Un appuntamento pertanto imperdibile per le
amanti del genere. L'apertura di ogni volume è affidata a un prologo di grande
suggestione, che funge da preziosa chiave di lettura per l'intera opera.

Il racconto
mitologico costituisce il filo conduttore che permette di interpretare
l'interconnessione tra i tre romanzi. Racconta di tre fratelli divini che,
stanchi della loro vita immortale sulle pendici del monte Olimpo, decisero di
avventurarsi sulla Terra, concedendosi comportamenti proibiti e finendo per
essere banditi dai titani. Gli dèi giurarono che non avrebbero più messo piede
tra i comuni mortali, ma guardando Harthley Hall sorge il sospetto che quel
patto sia stato infranto. Ogni volta che viene al mondo un bambino la cui
bellezza, forza e intelletto che trascendono i limiti umani, tanto da evocare
la perfezione delle antiche divinità, una domanda sorge inevitabile: gli dei sono
ancora tra noi?
Osservando Roman Cavendish il dubbio svanisce per farsi
certezza. Il suo aspetto pare scolpito nel marmo: una chioma corvina come la
notte incornicia uno sguardo che riflette gli abissi blu dell'oceano, mentre il
fisico possente richiama l'armonia statuaria delle statue della Grecia
classica. Tuttavia, a Harthley, questa aura divina si scontra con una realtà
ben più terrena e turbolenta. Roman è il "bad boy" indiscusso del
campus, un leader carismatico e oscuro che domina l'università con un'autorità
che incute tanto timore quanto fascino. Il terrore che emana paralizza i sensi,
ma il suo carisma è una forza gravitazionale a cui è impossibile resistere. Non
vedevo l’ora di leggere la storia di Roman e Quinn. Proprio quando tra loro
stava sbocciando un sentimento profondo, il legame si era bruscamente spezzato.

Quinn era svanita nel nulla, senza lasciare alcuna spiegazione. Roman, colto di
sorpresa da quella fuga improvvisa, non era riuscito a darsi pace. Il dolore
per il suo abbandono si è presto trasformato in un profondo risentimento,
lasciando aperte ferite che il tempo non è riuscito a rimarginare. Sono passati
tre anni quando Quinn ha deciso di ritornare a Harthley Hall e Roman è
diventato un uomo che lei fatica a riconoscere. Il ragazzo ferito di un tempo
ha lasciato il posto ad un estraneo dal cuore di pietra, un uomo che non ha mai
perdonato il silenzio di quell'addio. Lui non ha mai dimenticato, né tantomeno
accettato, il modo in cui lei lo ha piantato in asso. Ogni suo sguardo e ogni
suo gesto ora è guidato da un unico obiettivo: la vendetta. Il futuro di Quinn
è un castello di carte troppo fragile per reggere l'urto di uno come Roman. Lei
sa che amarlo vorrebbe dire compromettere ogni cosa, e non si sbaglia: Roman ha
la reputazione di chi semina il caos ovunque metta piede. Ho trovato
questo secondo volume decisamente migliore del primo: la componente suspense
dona alla narrazione un ritmo incalzante e avvincente, capace di tenere il
lettore costantemente sulle spine nel tentativo di scoprire chi stia tramando
contro Roman e Quinn. Le atmosfere, cupe e squisitamente gotiche, evocano le
ambientazioni tipiche dei romanzi di Penelope Douglas. Tra i momenti più
suggestivi spicca la scena del lago, quando Roman e Quinn raggiungono in barca l’isola dove è in corso la festa. È quello, a mio avviso, il punto
che segna uno spartiacque e il preciso istante in cui Roman sente il muro che
aveva meticolosamente costruito sgretolarsi sotto il peso di una verità
inevitabile. Non è più una scelta, né un atto di volontà, ma la resa di fronte
a un’evidenza: ogni difesa contro Quinn è stata solo un fragile rinvio. Lui comprende,
con una punta di rassegnazione, che l'amore per lei non è una forza da domare,
ma un destino contro cui non ha più senso lottare. Il romanzo è uno spunto per
riflettere, indirizzato a tutte le persone che ingaggiano una logorante
battaglia quotidiana con se stesse, erigendo barriere per proteggersi
dall'inevitabile vulnerabilità dell'amore. Perchè ogni tentativo di arginare il
sentimento attraverso la ragione è destinato all’inevitabile fallimento.
Reprimerlo non è un atto di disciplina, bensì una violazione della propria
essenza. Come ogni impulso vitale, non può essere arginato: è la forza
necessaria che spinge l'organismo a cercare ciò che lo rende completo.
Baci,
Greta
 |
molto carino

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